domenica 10 agosto 2008

Il Libro Bianco: Cap.3-Risposte

RISPOSTE


Quinto giorno. Eravamo svegli già da un'ora ma nessuno dei due osava parlare. Anche i nostri gatti erano spariti, come il resto degli animali. Ma dove sono andati a finire tutti. Era successo solo qui o anche nel resto del mondo erano spariti tutti? Non potevamo saperlo, abbiamo provato ad avviare una delle macchine in strada, con la speranza che almeno quelle funzionassero. Niente. I telefoni erano muti ed internet di conseguenza non dava segni di vita; qualsiasi cosa fosse successa voleva tenerci all'oscuro di tutto.

La Bibbia era ancora sul tavolo. Credo che sia io che Susy volevamo aprirla, ma io avevo paura di trovare solo pagine bianche, e Susy…….. "Ho paura di aprire la Bibbia, chi sa cos'altro troveremo, o forse sono sparite anche le scritte di ieri, ma tu almeno te le ricordi?".

" Forse non nel modo in cui erano scritte, ma più o meno il senso me lo ricordo". " La prima era …..".


"Aspetta, meglio controllare, cosi avremo anche la certezza di cosa è rimasto, e se per caso ci sia qualcosa di nuovo".

Niente di nuovo, ma almeno le parole del giorno prima c'erano ancora.

Ora non rimaneva altro che capire cosa volevano dirci.

"Chiedi e ti sarà dato", ma io non ricordo di aver chiesto la fine del mondo, forse qualche volta l'ho desiderato, è vero, che tutto finisse ma non ho mai pensato al" come " e in che modo. Ma no, non può essere questo. È vero che qualche volta, nei momenti più difficili, ho pensato come sarebbe bello non esserci, semplicemente non esistere. Anche quando guardavo i telegiornali era la stessa cosa, mi dicevo che per costruire un mondo nuovo, partendo da dove siamo adesso, non sarebbe stato possibile ci voleva un cambiamento veramente estremo e radicale per poterlo fare. Spesso immaginavo lo scenario di un pianeta completamente disabitato ed incontaminato che aspettava di essere vissuto, e non conquistato. Mi chiedevo cosa avremmo fatto con una possibilità del genere. Quali sarebbero state le nostre priorità, l'umanità si sarebbe evoluta? O forse il pianeta sarebbe semplicemente continuato senza di noi. Ma questo era soltanto una mia fantasia tanto per sfuggire, ogni tanto, dalla realtà.

Avevo letto dei libri che dicevano di prestare massima attenzione a ciò che si desidera, perché se si desidera veramente, e con il cuore, molto spesso questi desideri si avverano, ma il modo e le conseguenze del caso erano sconosciute. C'erano degli esempi in questi libri del tipo; "Una donna desiderava fortemente trovare un lavoro, sperando di migliorare così anche la sua situazione famigliare. Dopo non molto tempo aveva trovato il lavoro ma lì incontrò anche un altro uomo del quale si era subito innamorata, e così adesso aveva ciò che veramente desiderava: un posto di lavoro e una bellissima vita famigliare". Va bene tutto, ma dal desiderare un posto di lavoro al desiderare un nuovo inizio per l'umanità, c'e una grande differenza. Nel primo le conseguenze toccano poche persone ma nel secondo, se i miei dubbi sono giusti, si tratta di cinque miliardi.


Nel momento in cui ho fatto questa considerazione la Susy esclamò: "È sparita, non c'e più la prima scritta, era come se si dissolvesse nella carta". "Che cosa hai fatto? Hai pensato a qualcosa di preciso?"

Mi stava tempestando di domande. Le raccontai dei miei ultimi pensieri.

Dopo lungo scervellarci decidemmo di voler credere che se l'apparizione della prima scritta era una risposta alla domanda "perché sta accadendo tutto questo?", allora la sua sparizione doveva essere la risposta, forse, alla nostra giusta interpretazione di quest'ultima. Se cosi fosse stato, e ne eravamo quasi convinti, ora dovevamo comprendere le altre quattro scritte per averne la conferma. E, cosa più importante, questo ci avrebbe dato la conferma che non eravamo da soli.

venerdì 8 agosto 2008

Il Libro Bianco: Cap.2 - La fine............?

TRE ANNI DOPO


LAFINE...........?



Un giorno d'estate come tutti gli altri, con un po' di nebbia a causa della notte piovosa.
Erano le sei del mattino quando la sveglia ha fatto il suo dovere come sempre. Ero fortunato a lavorare come indipendente e non avere degli orari fissi, anche se a volte dovevo rispettare delle scadenze. Mi occupavo di piccoli restauri di case, ed offrivo un servizio di “tutto incluso”, anche perché sapevo fare un po' di tutto; dal mattone al tetto includendo anche ogni tipo di impiantistica.
A causa di certe scadenze che avevo, lavori urgenti da terminare e altri da iniziare, dovevo essere in cantiere per le 07.30, quindi non potevo girarmi dall'altra parte ignorando il suono della malefica sveglia. Come ogni mattina, dopo aver bevuto il primo caffè, ho preparato anche la solita tazza di tè per la mia compagna. Susy era un po' lenta nello svegliarsi, ma questo non ci impediva di parlare del mistero della vita e del perché delle cose fin dal primo risveglio, anche quando il tempo era poco. Susy faceva, anche lei, tante cose :astrologia, sedute di kinesiologia, fiori di Bach, corsi di reiki, ma anche bigiotteria fantasiosa, borse di stoffa, quadri ....................in poche parole, una naturopata artista.
Dopo aver “rifatto” il mondo con Susy in un ora, alle 07.20 sono uscito di casa, salutando lei ed i nostri tre gatti.
Vivevamo in una casa bellissima, che prima era di proprietà dei nonni di Susy ed ora era nostra, con un giardino fantastico ed una piscina che sembrava più un pozzo che una piscina vera.


Avevamo tutto quello che ci serviva per una bella vita, la casa, il giardino, gli amici e i gatti. Erano passati tre anni da quando ero stato arrestato e le cose intorno a me erano cambiate, io ero cambiato. Da tre anni stavo facendo un percorso di crescita personale e ciò mi aveva permesso di conoscere, un po' più in profondità, me stesso. Ho letto tanti libri, tra qui anche la Bibbia e qualche Vangelo apocrifo, utilizzando sempre varie chiavi di interpretazione cercando di dare un senso alla vita e all'esistenza dell'Umanità.
Stavo per entrare in macchina quando ho sentito un senso di pace ed allo stesso tempo di grande paura nell'aria , come una premonizione. Sul momento non ho dato tanta importanza alla paura e cercavo di sentire la provenienza di questa pace, infatti c'era un silenzio molto strano, come se fosse un giorno di festa e la mattina tutti se la prendessero con comodo. In fondo non sarebbe stata la prima volta che mi succedeva di partire al lavoro per poi accorgermi che era un giorno di festa.
Cosi ho domandato a Susy; “Amore sai per caso che oggi è un giorno festivo”? “No”, mi rispose, “Perché”? “Pensavo lo fosse, non sentendo rumori e macchine in giro, ma fa niente era solo una mia impressione”. Salito in macchina sono partito pensando che non sarebbe stato male se fosse un giorno di festa, e in quell'istante la macchina si spense proprio a metà stradina. Per avere accesso a casa nostra si doveva percorrere una stretta stradina sterrata lunga circa 100 metri. Era strano perché la mia macchina aveva solo un anno di vita, ma poi mi sono detto, non per questo é una garanzia che non si potrebbe rompere. Dopo vari tentativi di riavviarla ho deciso di spingerla indietro ed eventualmente prendere quella di Susy. Una volta tornato nel posteggio di casa ho voluto fare un altro tentativo, ed ho girato la chiave ancora una volta; per scaramanzia. Si è accesa, e vai!!!! Che strane 'stè macchine, a volte sembra che abbiano una vita propria. Ma la mia felicità svanì quando arrivai dove la macchina si era fermata poc'anzi e si spense di nuovo. “Ma che cavolo è adesso?”. Un po' arrabbiato sono sceso di nuovo e spingendo pensavo; oggi non è un giorno per uscire, forse e meglio rimanere a casa. Ma dovevo finire quel lavoro, se solo fossi riuscito a capire che cosa c'e che non va con la macchina, e per di più erano già le 07.40. Ero in ritardo. Dopo un'altra mezz'ora di tentativi e cambiando macchina la situazione era sempre la stessa. Cominciai seriamente a pensare che quel punto della stradina fosse stregato.

Allora ho deciso di andare a piedi fino alla casa di mio suocero che abitava a 500 metri da noi e chiedere se mi prestava la sua di macchina. Fuori della stradina, sulla strada principale, sembrava tutto normale, se non per alcune macchine ferme e senza conducente in mezzo alla strada. Ma che strano modo di lasciare le proprie auto, forse è successo qualcosa, mah.. chi lo sa, per ora avevo le mie cose a cui pensare. La situazione era identica anche sulle altre strade. Così per curiosità ho iniziato a guardare negli abitacoli. Le macchine erano infatti tutte aperte, con le chiavi inserite nel cruscotto e una strana polvere sui sedili.
Ora che siano tutte aperte e con le chiavi inserite mi sta bene , ma che siano tutte sporche allo stesso modo..?
Il tempo stringeva ed era solo questione di minuti e il mio telefono avrebbe cominciato a squillare. Ero davanti alla porta di casa del papà di Susy che stranamente era aperta, entrai dicendo;
“Ehi Pier ci sei? Sono Paul...... “Nessuna risposta, forse è nell'orto a prendersi cura dei suoi pomodori, feci un giro della casa, sempre chiamando a voce alta, ma nulla, nessuna risposta. In giardino la stessa cosa, se non per quella strana polvere sulla sedia e la tazza di caffè ancora fumante. Ho sentito di nuovo quella sensazione di paura che avevo provato un'ora prima, solo che adesso era ancora più forte ed inquietante.
Ero confuso, non sapevo a cosa pensare, niente era normale, poi questa polvere era proprio un mistero. Sono uscito di corsa, ho guardato nel garage e la macchina c'era. Quindi Pier doveva essere a casa, cosa cavolo stava succedendo?
Appena tornato a casa, Susy mi disse; “Ma che strana mattina, sembra che niente funzioni, il telefono funziona, ma ogni numero che compongo non risponde, la TV si accende ma non si visualizza nessun canale. Anche il PC si accende ma sono spariti tutti i documenti, ogni cosa che c'era dentro; lettere, fatture da inviare ai clienti le nostre foto...................tutto”!!!
Poi le ho raccontato quello che io ho visto e la cosa l'ha spaventata quanto me.
Così abbiamo deciso di bussare alle porte dei nostri vicini, per vedere cosa stava succedendo.
Anche qui una brutta sorpresa, ovunque solo polvere color oro e nessuno in giro, nemmeno gli animali c'erano, solo silenzio e polvere d'oro.
Abbiamo passato tutto il giorno in cerca di qualcuno, o di qualcosa di vivo che ci desse una speranza, abbiamo camminato per non ricordo quanto in cerca di un segno di vita, e quando siamo tornati a casa nostra eravamo esausti.
Eravamo tutti e due in una specie di trance, la nostra mente non riusciva a capire e dare una spiegazione logica a tutto questo, eravamo confusi e spaventati.
Io speravo che fosse uno di quei sogni che sembrano quasi la realtà e che da lì a poco ci saremmo svegliati entrambi.
Dopo un'ora, Susy, interrompendo quel silenzio spettrale, cominciò;
“Hai visto nelle altre case mancava anche la corrente elettrica e nemmeno l'acqua scorreva dai rubinetti, invece da noi sembra tutto normale”.
”Si l'ho notato, ma non riesco a dare una spiegazione, ma poi anche i telefoni sono completamente muti e solo da noi sembra che funzionino, o almeno fanno un suono se non altro”.
Abbiamo parlato per due ore facendo supposizioni di ogni tipo: guerra, bomba atomica, terrorismo................ ma alla fine ci chiedevamo sempre, “e noi?” “Come mai siamo qui?” “Forse siamo morti anche noi ma non lo sappiamo, o forse tutti sono andati nei rifugi e noi non abbiamo sentito niente? Anche le case sono tutte integre quindi qualsiasi cosa fosse successa, o era cosi silenziosa, che non abbiamo sentito niente, o siamo noi ad avere il sonno pesante.”
Troppe domande senza risposte. Ma presto sarebbero cominciate ad arrivare, e non erano per niente buone, almeno cosi sembrava.
Quella notte stranamente abbiamo dormito come due ghiri.
Il mattino seguente al risveglio, sembrava come tutte le altre se non fosse stato per quel silenzio spettrale che era nell'aria. Niente uccellini che cantano, nessun rumore di quelli che eravamo abituati a sentire ogni mattina. Non eravamo abituati a questo silenzio. Per quel giorno decidemmo di fare le cose con più ordine e calma. La prima cosa; cercare numeri di emergenza, controllare i rifugi e rifornirsi di generi alimentari.
Susy prese l'elenco telefonico e quando lo aprì la sua espressione del viso non mi piaque;
“Sono solo pagine vuote!!!!! Ma come...? Non è possibile”!!!!!!
Cominciammo a controllare tutti i libri buttandoli giù dalla libreria, pagine vuote, niente, solo pagine bianche in ogni libro.
La giornata non doveva iniziare in questo modo, forse potevamo dare una spiegazione razionale per tutto, o almeno tentare di farlo, ma per questo no, per questo neanche in sogno avremmo potuto farlo. L'inchiostro non sparisce così da oggi al domani, erano rimasti solo i solchi dei titoli sulla copertina e niente altro. La giornata era appena iniziata ed eravamo già stanchi, erano le.........??????? “Ma non è possibile, dove sono le lancette dell'orologio?
“Prova a guardare quello sul computer o quello in bagno”,- correvamo in casa in cerca di qualcosa che ci desse almeno una prova che qualcosa era rimasto, qualcosa di reale, o che per noi fosse tale. Niente, non potevamo sapere nemmeno l'ora, non potevamo leggere.
“Ma forse la musica c'è ancora” dicevo mentre con terrore prendevo diversi CD ed uno ad uno li provavo, niente, solo silenzio..........e poi la prima speranza, “Musica”!!!!!!!!!!!!!!!! Esclamai, come se avessi trovato la cosa più bella del mondo, qui è rimasto qualcosa. Era un CD di canti Gregoriani, e solo più tardi, dopo averli provati tutti, ci rendemmo conto che era rimasta solo la musica che aveva a che fare con la chiesa, almeno cosi sembrava. Visto il risultato decidemmo di guardare meglio anche tra i libri sacri, come la bibbia e alcune copie dei vangeli o altri testi sacri che tenevamo in casa, non abbiamo avuto fortuna, erano solo pagine bianche.
Nel frattempo si fece avanti anche la fame, e così siamo partiti verso il negozio più vicino, con la speranza che almeno il cibo fosse rimasto integro. Eravamo fortunati, era tutto ancora in ottimo stato, ma visto che, a parte casa nostra, ovunque mancava l'energia elettrica, sarebbe durato poco con il caldo che faceva.
“Almeno i prodotti secchi e quelli in scatola non si deteriorano”- dissi- “Ma comunque hanno una scadenza anche quelli”-Susy doveva sempre approfondire le cose, specie quando si trattava di scadenze sul cibo. “Ora che scadono forse tutto tornerà come prima”.
Cercavamo di prendere la maggior quantità di alimenti possibile; così avremmo avuto più tempo per fare delle ricerche o dei tentativi per trovare qualcuno.
Passammo due giorni in casa senza uscire. Io cercavo di dare una spiegazione al fatto che solo da noi c'era elettricità e acqua corrente, e Susy si occupava di trovare qualche indizio in casa e controllare cosa era rimasto integro, per poi mettere, in qualche modo, tutti i pezzi insieme e trovare una soluzione, Forse.
La mia ricerca di indizi non era andata a buon fine se non per il fatto che la corrente elettrica sembrava provenisse dal nulla.
Avevo controllato il cavo principale, che dovrebbe essere quello che porta tutta la corrente in casa, e non dava segni di “vita”. Non ero in grado di fare delle supposizioni del perché allora in casa la corrente c'era, così ho accettato il fatto per come era. Idem era per l'acqua, ho aperto un rubinetto in casa ma il contatore era fermo, come se nei tubi non passasse niente. Poteva essere che il contatore si fosse rotto, chi lo sa?
“Mah, meglio tornare in casa e vedere se Susy ha trovato qualcosa”.
Era seduta per terra con un libro in mano, alzò la testa e solo allora vidi che aveva gli occhi pieni di lacrime,
“Questa è la Bibbia che ieri era vuota, senza testo, ma adesso ci sono delle parole scritte dentro, e per di più sembra che ci stia dando delle risposte ad alcune domande”,
“Non è possibile, dissi, questo va oltre ogni immaginazione, magari è solo una parte del testo che non è stata cancellata”. Ma poi cancellata da chi, chi poteva cancellare, così bene, centinaia di libri. “Guarda tu stesso”.
Era vero, sembrava scritto a mano;

“chiedi e ti sarà dato”

“nessuna ragione, solo un fatto”

“la presenza degli elementi con, e nella proporzione
giusta, creano armonia nel tutto”

“30 saranno e non di più, i giorni del prima, e poi verrà come era in principio”


Se erano delle risposte in quel momento non riuscivo a capire a cosa. Più che altro sembravano indovinelli, e con tutti i pensieri che avevamo in quel momento, questa proprio non ci voleva!
Susy era entusiasta, anche perché era il primo segno che non eravamo soli, si, ma chi era lì con noi?
Chi poteva entrare in casa, cancellare i libri, quasi tutti i CD, nascondere tutte le persone................. e......................... Avevo bisogno di riposo, la mia testa era sotto-sopra, e anche quella di Susy, dovevamo cercare di ragionare con la mente lucida, e in questo momento della nostra lucidità non c'era neanche l'ombra. Stanchi e confusi andammo a dormire.

mercoledì 6 agosto 2008

il libro bianco: Cap.1-In principio...........


In principio……..


In principio era tutto cosi normale, la mia vita, il mio lavoro, i miei pensieri. Tutto cosi profano e senza “sale”. Mai una domanda sulla vita o su quello che mi circondava, sugli eventi che facevano sì che le cose accadevano, mai. Non mi sforzavo minimamente di dare un senso alle cose, di dargli qualche importanza, di vederle per quello che erano e quanto erano importanti. Non mi ero mai chiesto se c’era qualcuno o qualcosa che tirava i fili della mia esistenza e quella del mondo, dell’Umanità. Si, ogni tanto dicevo che era il destino a determinare certi eventi, ma cosa era il destino? Era Dio? Una forza celeste tanto potente ed onnipresente per ciascuno di noi? Nooooooooooo, era impossibile che lui o lei avessero tutto questo tempo, ce ne sarebbe voluto uno per ciascuno di noi, per quanto una vita umana può essere complicata ed esigente.

Ma la mia vita, per come era, stava per cambiare.

Tutto ebbe inizio con queste parole: Buongiorno, lei e Paul Glasgow? Siamo del Interpool ed abbiamo un mandato d’arresto ed estradizione per la Svizzera.

Era come se il mondo mi fosse crollato addosso, tutto intorno non era più reale; era un sogno, un misto di vuoto, ansia, paura e terrore cominciava ad impossessarsi di me. Mi trovavo a La Spezia, in Italia. Quasi senza accorgermi ero già al commissariato dove mi prendevano le impronte digitali e mi scattavano le foto. Continuavo a non credere a ciò che stava accadendo ma ciò che sentivo era molto reale. Dopo neanche un’ora mi trovavo in cella di transizione, cosi la chiamavano.

Sono rimasto per 8 giorni nel carcere di La Spezia prima del mio trasferimento a Como. 8 giorni che non dimenticherò mai. Eravamo in otto in una cella che forse era prevista per 4 persone, con il gabinetto aperto quasi in mezzo alla stanza. I giorni non passavano mai e l’angoscia era sempre più forte, fino al punto che l’unica soluzione ragionevole era quella di farla finita. Pensavo spesso alla mia compagna, che non sapeva nemmeno dove ero e cosa mi fosse successo. Era il 23 di Maggio; due giorni prima del mio compleanno. Una sera, quando ogni speranza sembrava svanita e l’idea per togliermi la vita era sempre più forte, è successa una cosa che mi ha dato la forza per lottare. Ero sdraiato sul letto, e mentre pensavo in che modo potevo farlo, devo essermi addormentato, ma non del tutto. Era come stare tra il sonno e la veglia. Ho visto il viso di una ragazza che mi era familiare, e poi ho capito era il viso della figlia di due nostri amici che era deceduta poco tempo prima a causa di un cancro. Se ne era andata dopo aver lottato per tanto tempo contro questo male, aveva 13 anni edun sorriso bellissimo. Vedevo il suo viso e lei che mi sorrideva, non diceva niente, ma dentro di me sentivo la sua voce che diceva “combatti, abbi fiducia in te ed in tutti quelli che ti stanno vicino, abbi Fede”. Ancora oggi mi chiedo quanto tutto questo fosse vero, magari sognavo o forse ero io e il mio subconscio che cercava di darsi una ragione per uscire da tutto questo, per lottare, per Vivere. Non era importante, qualsiasi cosa fosse io l’avevo sentita e questo non poteva più essere cambiato. Potevo cercare quanto volevo nella mia mente razionale, ma il ricordo di quello che avevo provato e sentito faceva crollare ogni mia supposizione. Avere Fede, in che cosa devo avere fede io che non ho mai creduto a niente oltre a quello che potevo vedere o toccare. Forse dovrei pregare, ma non so come fare, forse dovrei credere in Dio o a quella forza celeste e universale a qui tutti noi ci rivolgiamo nel bisogno, cosa dovevo fare? Le risposte non c’erano e non sono mai arrivate, se non sotto una forma che non conoscevo o non volevo conoscere. Era qualcosa di nuovo e bellissimo, era come avere un fiore al posto del plesso solare che emanava le sue benefiche vibrazioni, là dove prima sentivo solo ansia e angoscia ora c’era gioia. Dove sentivo solo tenebra ora sentivo la luce ed il suo calore. Ma non era finita, dovevo ancora fare tanta strada e far sì che questa luce non si spegnesse. Non era facile difendere questa luce anche perché il nemico ero io, quella parte di me che non voleva combattere ma prendere la strada più facile, farla finita, cosi uno non ci deve più pensare.Ma i miei pensieri stavano cambiando e con essi il mio essere nel mondo. Cominciavo a capire che tutto questo doveva accadere, vedevo le varie occasioni che avevo avuto nella mia vita per potermi guardare dentro, ed io ci avevo girato intorno ogni volta, anche perché non vedevo l’utilità di farlo. Ma ora capisco, non era l’utilità, che ogni volta cercavo, ma la necessità che ha la nostra anima di evolvere. Io vedevo solo le cose necessarie, utili e che avevano solo uno scopo, avere tutto ciò che si poteva avere senza guardare in faccia a nessuno. In quei anni ho solo preso, sia dalla vita che delle persone, e anche da me stesso, senza mai dare, non in cambio di quello che prendevo, ma semplicemente dare. È cosi facile prendere, senza mai pensare da dove, e da chi lo abbiamo preso. Probabilmente da qualcuno che aveva da dare, ma questo qualcuno che da sempre, chi è? Siamo noi? Sono gli altri? Quelli che conosciamo e non, quelli vicini e quelli lontani, quelli che forse non incontreremo mai e che sono dall’altra parte del pianeta? Quelli che consideriamo amici e quelli nemici? O e forse Dio? L’onnipotente a cui spesso diamo le colpe per le disgrazie ed i meriti per i miracoli? Forse. Questa mia “avventura” è finita grazie a delle persone che mi erano vicine, ma anche a delle persone che non ho mai conosciuto e mai conoscerò, persone che semplicemente hanno fatto quello che sentivano di fare e non. Grazie anche a quella forza, a quel fiore che ho scoperto di avere dentro di me, a quella Luce che mi ha guidato attraverso quel percorso buio e tenebroso. Il percorso non era finito qui, era appena iniziato; dal momento in cui ho accettato di lottare per la vita e di camminare con essa era iniziato un processo irreversibile. È come quando si assaggia per la prima volta la cioccolata, non si torna più indietro, se ne vuole sempre di più.Anch’io volevo scoprire sempre di più, cos’era quella cosa che mi ha fatto sentire così bene in un momento così orribile? Da dove proveniva? Era una cosa chimica prodotta dal mio cervello o qualcosa d’altro. Qualcosa che la mia mente razionale si rifiutava di accettare ma il mio cuore No. Avrei voluto trasmettere questa sensazione di benessere e di comunione con il tutto a tutti, tanto era forte e chiara.



(Qui inizia la parte fantastica ed immaginaria del racconto)



Avrei dovuto intuire che quando si desidera qualche cosa, cosi forte, si mette in moto una forza invisibile che cerca di farla avverare, a volte anche a scapito di tutti e tutto.

martedì 5 agosto 2008

il libro bianco: prefazione

AVVISO importante: I nuovi capitoli saranno sempre in fondo, trovo che sia più facile da seguire, almeno per me è cosi.

IL LIBRO BIANCO

Prefazione

Questo libro nasce dal desiderio di raccontare qualcosa di nuovo sia a me stesso che a tutti quelli che mi vogliono leggere. La lingua Italiana non è la mia lingua madre quindi non fateci caso ai sbagli che farò ma concentratevi su quello che scriverò. Spero tanto di avere dei suggerimenti e commenti da chi mi seguirà. Ogni vostro commento sarà di grande aiuto in questo viaggio che per me è totalmente nuovo. La prima parte del racconto è un fatto veramente accaduto ed è ciò che ha cambiato profondamente il mio essere. Non spiegherò le ragioni per l’accaduto ma solo per come l’ho vissuto io. Dal secondo capitolo in poi è pura immaginazione che viene dal desiderio di creare un mondo perfetto.